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#letteratura

16 post14 partecipanti0 post oggi

"Potrebbe apparire paradossale un saggio dedicato alle immagini che inizia parlando di cecità. È quello che accade in Attraverso l’immagine. Una fenomenologia dei media visuali, il libro di Emmanuel Alloa da poco tradotto in italiano da Meltemi. Alloa, il cui cognome tradisce le origini italiane, insegna Estetica all’Università di Friburgo (Svizzera) ed è una delle voci più originali del dibattito attuale sulle immagini. Pubblica in francese e tedesco, oltre a essere già stato tradotto in inglese (libro presente incluso). Emmanuel, la cui amicizia mi onora da diversi anni, è a tutti gli effetti una figura “lotaringia”. È perciò con un piacere non solo amicale che saluto il primo libro italiano di questo autore."
#libri #letteratura #fenomenologia
fatamorganaweb.it/emmanuel-all

Fata Morgana Web · "Attraverso l'immagine. Fenomenologia dei media visuali" di Emmanuel Alloa – Fata Morgana WebTorniamo alle immagini stesse! Un articolo di Dario Cecchi

"Come faccio a cantare se per me il mondo è vuoto?
Come posso suonare con le mani spezzate?
Dove sono i miei morti? Cerco i miei morti, Dio,
in ogni letame,
in ogni mucchio di cenere, ditemi dove siete."

Itzhak Katzenelson
Canto del popolo yiddish messo a morte

Rinchiuso in un campo di concentramento nel 1943, il poeta polacco Itzhak Katzenelson inizia a scrivere il suo capolavoro, nascondendolo dentro tre bottiglie, che seppellisce tra le radici di una quercia.

#poesia.
#letteratura

ami

Biblioteca Amilcar Cabral, mercoledì 9 aprile alle ore 17:00 CEST

Presentazione e letture ad alta voce da Diario da Gaza di Wi’am Qudaib, traduzione di Sami Hallac e Roberta Stracquadanio, prefazione di Francesca Albanese, Tamu 2025. 

Wi’am Qudaih è una studentessa di diciannove anni della Striscia di Gaza.
Il 7 ottobre 2023 la sua vita, come quella di ogni palestinese, viene stravolta; dopo i primi mesi di sfollamento inizia a riversare su quaderni comprati per collezione ciò che sente e osserva durante l’assedio israeliano. Scopriamo così i desideri, i ricordi e le paure dell’autrice prima della guerra, quando il voto di maturità, i giri in macchina e le uscite con le amiche avevano un senso ordinario e confortante.
Questo bisogno di restare aggrappata alla vita nel ricordo del passato lascia spazio, però, all’orrore del presente, alla distruzione smisurata, all’attesa e a volte all’invocazione della morte. Lascia spazio anche all’ascolto del dolore degli altri, le cui storie vengono annotate con delicatezza e rispetto.

Leggere queste pagine è un’occasione di aprirsi a una testimonianza ravvicinata del genocidio del popolo palestinese. Se il flusso costante di notizie tragiche offerto dai giornali può rendere sfuggenti e irreali anche gli avvenimenti più gravi, seguire Wi’am Qudaih nel suo gesto quotidiano di scrittura del diario restituisce concretezza e valore all’esperienza di chi, avendo subito ogni abuso, continua a restare in piedi.

Incontro promosso in collaborazione tra Libreria delle Donne di Bologna e Biblioteca Amilcar Cabral nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna.

Grazie a archivio zeta, Ateliersi, Lo Spazio Letterario, Hayat APS e molti altr*

Durante l'incontro verrà girato un video di alcune letture in arabo che verrà inviato all'autrice.

balotta.org/event/ami

Balotta · Diario da Gaza. Letture ad alta vocePresentazione e letture ad alta voce da Diario da Gaza di Wi’am Qudaib, traduzione di Sami Hallac e Roberta Stracquadanio, prefazione di Francesca Albanese, Tamu 2025.  Wi’am Qudaih è una studentessa di diciannove anni della Striscia di Gaza. Il 7 ottobre 2023 la sua vita, come quella di ogni palestinese, viene stravolta; dopo i primi mesi di sfollamento inizia a riversare su quaderni comprati per collezione ciò che sente e osserva durante l’assedio israeliano. Scopriamo così i desideri, i ricordi e le paure dell’autrice prima della guerra, quando il voto di maturità, i giri in macchina e le uscite con le amiche avevano un senso ordinario e confortante. Questo bisogno di restare aggrappata alla vita nel ricordo del passato lascia spazio, però, all’orrore del presente, alla distruzione smisurata, all’attesa e a volte all’invocazione della morte. Lascia spazio anche all’ascolto del dolore degli altri, le cui storie vengono annotate con delicatezza e rispetto. Leggere queste pagine è un’occasione di aprirsi a una testimonianza ravvicinata del genocidio del popolo palestinese. Se il flusso costante di notizie tragiche offerto dai giornali può rendere sfuggenti e irreali anche gli avvenimenti più gravi, seguire Wi’am Qudaih nel suo gesto quotidiano di scrittura del diario restituisce concretezza e valore all’esperienza di chi, avendo subito ogni abuso, continua a restare in piedi. Incontro promosso in collaborazione tra Libreria delle Donne di Bologna e Biblioteca Amilcar Cabral nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna. Grazie a archivio zeta, Ateliersi, Lo Spazio Letterario, Hayat APS e molti altr* Durante l'incontro verrà girato un video di alcune letture in arabo che verrà inviato all'autrice.

Archivi visuali: narrare l'oppressione in Palestina e Libano

Biblioteca Amilcar Cabral, giovedì 5 giugno alle ore 17:00 CEST

incontro

Con Giulia Aiello e Ines Peta

L’intervento, pensato come una lezione aperta, si propone di esplorare come l’oppressione israeliana viene narrata e rappresentata da artisti contemporanei palestinesi e libanesi attraverso le loro graphic narrative. L’analisi si concentrerà su due opere emblematiche: Beirut Won’t Cry (2019) di Mazen Kerbaj e Racconto Palestina (2021) di Mohammad Sabaaneh. La prima è una pubblicazione nata dal blog dell’autore, che durante la guerra del 2006 con Israele documentava quotidianamente il conflitto e le sue ripercussioni traumatiche sulla popolazione libanese. La seconda è una graphic novel in cui Sabaaneh, più volte imprigionato e torturato nelle carceri israeliane, racconta l’oppressione del popolo palestinese sotto occupazione evocando esperienze personali e storie drammatiche di cui è stato lui stesso testimone. Queste opere, come molte altre, dimostrano che la letteratura e l’arte diventano veri e propri archivi, capaci di preservare memorie individuali e collettive e di trasformarle in testimonianze universali dell’oppressione e della resistenza.

balotta.org/event/archivi-visu

a una scimmia la fuga dovrebbe essere sempre possibile

Mercoledì 23 aprile, dalle 18:30, presso Allons Enfants, Piazzale martini 11, Milano

«Eccellenti signori dell’accademia! Voi mi fate l’onore di chiedermi per la vostra accademia una relazione sulla mia precedente vita di scimmia. In questo senso, purtroppo, non posso adempiere all’invito». F. Kafka, Una relazione per l'accademia

Per sottrarsi alle pareti anguste della propria gabbia, Pietro il Rosso decide di abbandonare la sua natura di scimmia, imitando come possibile l'essere umano: «nessuno mi prometteva che la gabbia sarebbe stata aperta, pur se fossi diventato come loro». Esiste altra via di fuga che non sia assimilazione, da quale luogo si possono rifiutare le promesse della civilizzazione? Nelle parole di Rotpeter – «nella vostra lingua esiste la bellissima espressione: “imboscarsi”; è proprio quello che ho fatto io, mi sono imboscato».

Il prossimo incontro del Gruppo di lettura Bucefalo, dedicato ad animalità e antispecismo, si terrà Mercoledì 23 Aprile alle 18.30, presso l’Associazione Allons enfants!, in piazzale Martini n. 11. Leggeremo Una relazione per l'Accademia, racconto di Kafka, e sarà come sempre possibile partecipare anche da remoto. Durante l’incontro ci sarà un piccolo rinfresco e metteremo a disposizione dispense cartacee per lə presentə. A presto!

Elogio di Giuseppe Parini.
Il lunghissimo sottotitolo dice tutto:
Recitato nel giorno 16 novembre 1813 in occasione dell'aprimento delle scuole del liceo di Milano in Porta Nuova.
Dell'autore, Ambrogio Levati, non sappiamo nulla, qualcuno ci aiuta? Intanto potete scaricarlo gratis, in pdf, da:

liberliber.it/autori/autori-l/

#letteratura
Ho iniziato "The Female Man" di Joanna Russ, romanzo di fantascienza utopica-surreale notoriamente pensato dall'autrice come risposta più radicale al, secondo lei, moderatisimo di Ursula Le Guin con "The Left Hand of Darkness". Se è indiscutibile che Le Guin non riuscì a sganciare la sua idea di società ermafrodita da un androcentrismo latente, mentre Russ specula su un separatismo femminista pieno e completo... madre di Dio, Russ scrive postmodernista, e io la odio quella roba.