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#diario

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dip 048

su fakebook e in giro leggo di tanto in tanto i materiali, le poesie stracringe che vengono recitate in questi giorni in un festival che si svolge in città. e mi domando quanta imbarazzante rumenta alfabetica il famoso “pubblico della poesia” sia infine in grado di reggere prima di esplodere o implodere. quanto disastro antropologico stia nelle penne di (ormai) tre forse quattro generazioni di bardi

dip 048

su fakebook e in giro leggo di tanto in tanto i materiali, le poesie stracringe che vengono recitate in questi giorni in un festival che si svolge in città. e mi domando quanta imbarazzante rumenta alfabetica il famoso “pubblico della poesia” sia infine in grado di reggere prima di esplodere o implodere. quanto disastro antropologico stia nelle penne di (ormai) tre forse quattro generazioni di bardi

Del hilo principal del principio de “El amanecer de todo”: como el pensamiento occidental reacciona ante la crítica de los intelectuales indígenas ante los sistemas de opresión que se sufrían en Europa, se puede sacar una pauta política en muchos más ámbitos. Aparece una idea conservadora —una novela, una película— y por peregrina y mediocre que parezca se va aceptando y publicitando y salen referentes sociales diciendo que les ha encantado y artículos y, de repente, eres un excéntrico si dices que el Gran Libro Sensato del Año es una bobada. Como trabajador que lleva demasiados años vendiendo libros me parece divertido verlo, algo así como observar el incendio que destruye una biblioteca y las llamas juegan y saltan y forman imágenes ideales para Instagram. Deberían crear el “Premio al Gran Libro Conservador” —cambiando conservador por algo más centrista, como sensato o imprescindible— así sería más fácil colarlo en las lecturas necesarias de “los señores que leen entre cinco y diez libros al año”. Así sería más fácil, por ejemplo, contarnos cómo de bien vivíamos nosotros y nuestros padres durante el franquismo y que sencilla era la vida o cómo vivieron los vascos y las vascas los años negros de la violencia con la objetividad que da vivir en Alemania ó lo mágica y realista que puede llegar a ser una historia de la guerra civil. Aunque qué se yo, igual pensar esto es excéntrico.
Qué gran libro es “El amanecer de todo” y que iluminador es.

#Diariodeunpatioandaluz

#TremendoAyer

Una librería de Madrid hace descuentos superiores al cinco por ciento en Abebooks. Otra de Dos Hermanas copia fichas de una amiga de Salamanca y le multiplica el precio por dos en otras plataformas. Es más caro comprar cómics de segunda mano que nuevos. El mercado del libro está desquiciado y no se respeta ni la ley ni nadie tiene interés en que haya unas políticas —unas normas decentes y racionales, que se ejecuten realmente— de regulación y control del ecosistema de librerías, editores y autores y autoras. Pienso que me quedan diez años para jubilarme y que, con un poco de suerte y si no hay guerras ni una hecatombe climática, lograré sostener la librería. Pero los chavales que vienen a comprar clásicos a la librería con veinte años no son conscientes de que yo iba a videoclubs a ver qué película alquilábamos. Que yo iba a Callejas, detrás de los Italianos, a comprar discos. Habrá libros pero los comprarán en una o dos páginas web de multinacionales de psicópatas. Serán peores libros, peor editados y más caros. Pero qué más da todo esto.

#Diariodeunpatioandaluz

#TremendoAyer

#Diario

#DiarioVisual

#librerías

#libros
#booksofMastodon
#librosdeMastodon

“diario di fabbrica”, di rosamaria vaccaro

Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm
http://archive.org/details/Radioteatro.DiarioDiFabbrica

DIARIO DI FABBRICA

liberamente ispirato a La condizione operaia di Simone Weil
drammaturgia di Rosamaria Vaccaro
con Ermelinda Bonifacio
musiche di Alessandro Sgarito

«Quando ci si mette davanti alla macchina bisogna uccidere la propria anima per 8 ore al giorno, i propri pensieri, i sentimenti, tutto. Irritati tristi o disgustati che si sia, bisogna inghiottire» (Simone Weil, La condizione operaia).
Rosamaria Vaccaro si dedica al periodo biografico di prima rottura col quotidiano e racconta Simone Weil ricostruendo una giornata di lavoro in fabbrica. Una sorta di diario in cui si possono leggere le sue considerazioni, tuttora attuali, sul lavoro e sui lavoratori; percorrere i rapporti di solidarietà che la filosofa intesse con gli operai e quelli talvolta difficili con il caporeparto; osservare il complesso rapporto con il macchinario. Fondante la tematica del potere e della subalternità, in questo lavoro emerge un’umanità ricca e variegata, palpabile e vicina. La stessa umanità analizzata da James Taylor ed Henry Ford che Weil sceglie di incontrare, mescolandosi ad essa sino a confondersi e perdersi.

http://archive.org/details/Radioteatro.DiarioDiFabbrica (30’)
info http://csalatorre.net/2012/03/diario-di-fabbrica/

Reflexão essencial!

Acho que todas nós devíamos escrever pra nós mesmas! Ou fazer áudios só pra nós pq nem todo mundo é de escrever.

A vida, que muitas vezes parece passar voando, se enche de pequenos tesouros quando a registramos privativamente pra ser pra gente e não pros outros.

Faço isso diariamente!

E vale a pena seguir o podcast da @vivimaurey (tô marcando pra arrastar ela pra cá! ☺️)

:BoostOK:

vivimaurey.substack.com/p/12-a

nuova giococto-e-non-solo-logganza

Oggi altra giornata fuori casa, con teribbile sveglia alle 7:30, avendo dormito forse 5 ore appena (la morte!), e quindi arrivo a sera ora che non ho praticato ulteriori mie magie o rafforzato l’amicizia con i spiriti bizzarri. Peròoo, è comunque il momento di un nuovo esperimento… 🤯

Quando avevo il #canale Telegram gestito in modo arronzato, riuscivo sempre lì a pubblicare minchiate sui giochi, o i manga, e tanta tanta robina… Poi, quando si è trasformato tutto in questo semi-microblog più elaborato, la roba piccola inventata dalla mia testa è iniziata o ad andare verso /dev/null, o accumularsi in RAM (per giorni alla volta, pensate che memory leak!!!) 😩

A partire da mesi fa, e via via di più nelle ultime settimane (anche viste le mie ultime difficoltà), mi sono resa conto che voglio un po’ rimettere in piedi quel modus operandi agile, ma non volevo farlo nel sito fritto misto, per non incasinare ogni cosa… Consideravo magari di creare dei thread sulla Spacc BBS (e qualcuno in effetti è stato fatto), ma per motivi misti ho optato per un nuovo sito dedicato. 😜

I miei spiriti hanno poi finalmente deliberato stamane, quindi L’HO FATTO (tipo un #diario), e ho addirittura già pubblicato 1 post minuscolo, riguardo 1 OST di Pokémon… E le mie speranze con questo piano sono le seguenti (a parte ciò che ho appena detto, bruh):

  • Con il fatto di dover scrivere anche qui pubblicamente, magari evitare lo sfaldamento periodico delle buone abitudini, del tipo di leggere almeno un pochino ogni giorno… e possibilmente consumare roba via via nuova, che ne so!
  • Conservare note giornaliere che, seppur forse inutili singolarmente per me, sicuramente agli altri fanno piacere (a me piace leggere quelle altrui, per cui…), e probabilmente potrebbero essere utili per comporre poi recensioni o guide belle e ordinate (sconfiggendo il problema del dover scrivere da zero).
  • Aumentare ulteriormente la mia confusione, introducendo un ennesimo luogo di postaggio disgregato dagli altri, così che io abbia ancora più difficoltà a scrivere qualsiasi cosa perché la lista dei casi da considerare aumenta… ah no, questa è un’anti-speranza 😊

Il sito (e handle del Fediverso) è octomediajournal.wordpress.com e, dato che non so ancora se unirlo lato Telegram con il canale solito, ne ho creato almeno per ora uno dedicato (sempre grazie al bot), per chi vuole seguire lì: t.me/OctoMediaJournal. Ulteriori dettagli curiosi e succosi saranno fabbricati e scritti nei giorni prossimi, però (forse)!!! 🙀

✨sitoctt✨ · 📓️ Sul passaggio dai diari ai blog ai social, una riflessionePartendo dalla proposta C2 dell'Esame di Stato 2024, racconto la mia storia e le criticità con le modernissime forme di diario personale.