Ho iniziato l'abbandono di windows, procedura da fare con calma per abituarsi al nuovo SO. Dopo vari test sulle più diffuse distribuzioni #linux ho scelto #ubuntu con desktop #KDE: in pratica #kubuntu (non me ne vogliano le estimatori di #gnome, ma non riesco ad abituarmici). Installazione semplice, distribuzione completa, un unico problema hardware: il lettore di impronte dalla HP non e' supportato, ma si può fare a meno.
Altro problema non critico riguarda la strana lentezza di samba, ma va.
@gepeto64 ben arrivato nel mondo Linux e di KDE
Dopo anni di Gnome (ai tempi d'oro di Gnome 2) alla fine anch'io mi sono stabilizzato su KDE/Kubuntu e ci sto felicemente ormai da anni... al di là dell'aspetto un po' più simile a Windows la grossa differenza che ho vissuto io è che Gnome è molto opinionato, per cui se ti piace tutto bene, ma se il tuo caso d'uso è fuori da quello che ritengono valido supportare sei un po' fregato; viceversa KDE, anche se parte già con una configurazione buona, tende ad essere molto più configurabile e meno tranchant come opinioni su cosa è giusto e sbagliato (nel bene e nel male — magari finisci in una configurazione che nominalmente si può fare, ma nessuno l'ha mai provato davvero, e non funziona niente ).
Un suggerimento da persona che sta sulla stessa distribuzione: se non ti interessano gli ultimissimi frizzi e lazzi, conviene stare sui rilasci LTS (quelli con versione major pari e minor .04) e fare il passaggio di versione una volta ogni 2 anni (e anche lì: non quando è appena rilasciata, ma quando esce la .1); in linea di massima si campa meglio e si lascia fare il lavoro di testing a qualcun altro (o almeno: io invecchiando sono diventato di questa opinione ).
Nel caso specifico: Kubuntu 24.04.1 è molto stabile e ha KDE Plasma 5, che è la penultima major ma che ormai è in giro da tanto tempo ed è molto stabile; la 24.10 ha KDE Plasma 6 fresco fresco — che come spesso accade avrà un certo numero di magagnette, che spero saranno state aggiustate quando aggiornerò alla 26.04 l'anno prossimo grazie ai coraggiosi a cui piace vivere sulla breccia.