Post fissato in cima

è un'alternativa del Fediverso a Medium.

È una piattaforma di open source e gratuita che ti permette di scrivere lunghi articoli sul Fediverso e con cui si può interagire da Mastodon seguendo i blog e venendo notificato dei nuovi blogpost ecc.

Puoi provare l'istanza Italiana dei @devol su:

noblogo.org

Con un account è possibile creare fino a 5 blog, gratuitamente, senza pubblicità e senza raccolta dati.

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Che cos’è il fediverso?

Si sente tanto parlare di fediverso in questi giorni grazie soprattutto a Mastodon. Ma che cos'è il fediverso? Un video ce lo spiega.

LINK --> lealternative.net/2022/05/09/c

@margini @writefreely @devol Io, lo confesso, sono afflitta dal binge warching. Visto che le serie tv mi piacciono, sto provando a scrivere in serie. Secondo episodio di Anna e Marco, storia "umoristica" e poco eroica, di boomer in love. Da Margini, il mio blog di scritture. noblogo.org/margini/anna-e-mar

@margini @writefreely @devol
Nuova storia, un po' patetica, da una qualunque perfieria. Primo episodio, con colonna sonora. Il mio blog di scritture, Margini, ancora. noblogo.org/margini/anna-e-mar

Chi sono i Devol e cosa fanno?
Abbiamo cercato di rispondere a queste domande nel nostro blog:

:writefreely2: noblogo.org/devol/chi-siamo

anche il blog su noblogo.org è gestito da noi e federato con mastodon, potete seguirlo da qui:

:writefreely2: @devol@noblogo.org

Utilizziamo la piattaforma Writefreel e potete richiedere un account gratuito per aprire fino a 5 blog a questo account:

:writefreely2: @writefreely

Questa storia di e del mi sta prendendo la mano. Mi sono chiesta addirittura se per caso valesse la pena ricominciare a scrivere su un blog, sia pure con un criterio diverso rispetto al passato. E questo è il primo post, a mo’ di introduzione, del mio nuovo spazio di scrittura, aperto grazie a @writefreely. Il blog si chiama “Margini”, perché in questo periodo ho scelto di starmene defilata: ai margini, appunto.
noblogo.org/margini/dal-margin

🆕Developers Italia da oggi è ancora più collaborativo! Siamo felici di inaugurare una nuova pubblicazione dedicata alle esperienze di sviluppo nel mondo della PA, con il contributo di @Vincenzo di @INPS_it
Ne parliamo qui 👇developers.italia.it/it/news/2

La pubblicazione è disponibile anche su noblogo noblogo.org/developers-italia/

@developers-italia

noblogo.org/thefishermanstorie
Ciao, ho aperto oggi con NoBlogo il primo blog di cui vado fierǝ. Il link sopra è al blog, oltre che al mio primo post! Non so ancora se mantenere il formato blog o cambiare a novel, poi vedrò. Grazie mille @writefreely per il bellissimo progetto di blogging che avete fatto. Sul mio profilo c'è anche il mio ko-fi, nel caso mi vogliate donare 1€ per supportarmi.

Ad inizio 2022, come stavo pianificando da mesi, decisi di dare uno sguardo a Battlestar Galactica, la serie remake del 2004. L'avevo in realtà già parzialmente vista, precisamente la puntata 10 della stagione 4, intorno al 2013 o 14, quando da poco fu messa in chiaro sulla televisione pubblica, ma comunque ricordo che quando ero piccolo su internet per un pò spopolo il browser game a tema della serie. Il motivo che mi spinse a vedere definitivamente la serie era la sua onnipresenza in qualunque discussione relativa alla fantascienza militare di cui sono molto appassionato per qualche oscuro motivo. Mi aspettavo di vedere la solita serie americana molti steroidi e poco cervello, ed invece non solo ne sono rimasto piacevolmente stupito, ma addirittura sconvolto dall'incredibile qualità, non solo tecnica, ma anche narrativa. BSG dimostra di essere un prodotto realizzato da persone culturalmente ben preparate e con una chiara comprensione politica, che per una serie che sia nel 1970 che nel 2000 era nata come emulo economico di Guerre Stellari è qualcosa di incredibile. Una breve sinossi: in BSG l'umanità non è nata sulla Terra, ma su “Kobol”, espandendosi poi nella galassia fondando 12 Colonie unite in una sola federazione. Le 12 Colonie svilupparono poi una servitù robotica nota come “Cylon”, la quale si ribellò all'umanità, portando ad una lunga e logorante guerra congelata da un imprecisato cessate il fuoco. Dopo decenni dal conflitto, i Cylon ritornano all'improvviso, questa volta con modelli che simulano perfettamente il fisico e la psiche umana, distruggendo con testate nucleari tutte le colonie e corrompendo irreparabilmente tutta l'infrastruttura informatica militare della federazione. L'unico vascello della flotta coloniale a non essere distrutto dall'attacco dei Cylon è la Battlestar Galactica, oramai prossima al pensionamento, guidata dal Comandante William Adama e dal Colonello Saul Tigh. La Galactica si ricongiunge poi con la Colonial One, dove la ministra dell'istruzione Laura Roslin, diventata per successione di mandato presidentessa delle 12 colonie, ha raccolto attorno a sé tutto il resto della flotta civile e dunque dell'umanità intera: in totale meno di cinquantamila persone. Per alzare il morale, Adama narrerà ai suoi commilitoni di un'antica leggenda: Terra, la 13esima colonia dell'umanità, la cui esistenza è nota solo ai più alti ufficiali. Inizia così una lunghissima odissea, che porterà sia gli umani che i Cylon a scoprire chi realmente sono. Tolti alcuni punti non correttamente spiegati e qualche incongruenza, la trama di BSG è stratosferica per la complessità psicologica dei suoi personaggi e delle vicende che devono affrontare. Una delle definizioni che più amo utilizzare e che ogni puntata della serie sia una piccola tragedia greca, poiché presenta allo spettatore un quantitativo impressionante di dilemmi etici, politici o amorosi, con argomenti che spaziano sulla fragilità della democrazia fino alla comprensione della natura umana. Tema principale della serie è la ricerca alla risposta della domanda se un costrutto artificiale, intelligente e realistico al punto giusto da sembrare naturale, possa essere considerato un essere umano a tutti gli effetti (per chi se lo stesse chiedendo, la sentenza è positiva). I personaggi di BSG sono profondissimi, mai piatti, e li ho apprezzati tutti (cosa rara per una serie) sopratutto per la loro realpolitik: sulla Galactica non esistono “buoni o cattivi”, e pure quando l'umanità si appressa ad affrontare l'estinzione possiamo intravedere omicidi, tradimento, sfruttamento, colpi di stato ed estremismi politici o religiosi. Trovare gli eroi in una vicenda del genere è impossibile, e allo spettatore è invece richiesto di ritrovare lo spirito dell'uomo. Guardacaso, la mia puntata preferita è la 8 della seconda stagione, dove il Capo del Ponte Galen Tyrol (forse il mio personaggio preferito per la sua vicenda estremamente articolata) decide di costruire da solo un caccia spaziale usando pezzi di ricambio, venendo prima respinto e poi aiutato da tutti i membri dell'equipaggio, che vedono in questo progetto un modo per andare avanti dopo aver finalmente compreso che il passato oramai è passato. Un particolare fondamentale che mi ha sensibilmente colto alla sprovvista è stato dunque il movimento di coesione dell'equipaggio della Galactica (tra formule come “So we say all” o il più noto “Frak”, se non la Galactica stessa. Abituato da serie televisive, sopratutto di quelle di inizio anni 2000, ripiene di effetti visivi dalla dubbia qualità, la ricostruzione della portaerei/corazzata mi ha ricordato la cura maniacale messa in alcuni colossal cinematografici. Gli apparecchi che compongono il vascello spaziale (telefoni, cavi, radar, computer, armamenti) nella loro ridondanza rappresentativa ben presto diventano elementi centrali della vicenda, appigli nei quali, sia noi che i protagonisti, troviamo un briciolo di quotidianità nel susseguirsi degli irrefrenabili eventi catastrofici. Emblematica è la scena dove, l'oramai ammiraglio, Adama e Tigh decidono di salutare per un'ultima volta la Galactica, oramai spogliata e quasi distrutta dopo troppo anni di servizio e quattro, intensissime, stagioni. Ci sarebbe ancora altro di cui parlare, servirebbe per esempio un altro articolo solo sulla figura di Kara Thrace “Starbuck” (forse uno dei migliori personaggi televisivi di sempre), sul finale della terza stagione e sul realismo degli scontri spaziali (basati su una vera fisica newtoniana e con vere strategie militari), ma sarebbero troppi spoiler. La serie tra poco sarà rimossa da Amazon Prime, e come per molti altri prodotti televisivi precedenti i servizi streaming rischia di essere ancorata a qualche provider sconosciuto o non presente da noi. Rimane sempre recuperabile sui siti 🏴‍☠️, ma sono ovviamente sconsigliati. In caso invece qualcuno volesse approfondire la serie, consiglio di scaricare la mod standalone di Freespace 2 (prima o poi ne parlerò) “Diaspora”, uno dei prodotti generati dalla utenza più curati che abbia mai provato, completamente gratuito, doppiato e perfino orchestrato. Purtroppo si tratta di un avventura molto piccola, ma dimostra il potenziale di un universo narrativo poco sfruttato e a tratti sconosciuto. Questo post infine è dedicato alla Galactica, la miglior nave della flotta.

P.S. la Galactica è l'unica nave a sfuggire alle mire dei Cylon grazie anche alla sua configurazione che non prevede un server unico ma tanti computer decentralizzati. Tenendo conto di quante volte negli scorsi mesi grossi provider unificati siano stati più volte messi in ginocchio, questa retrospettiva fa abbastanza sorridere.

L'istanza italiana mobilizon dei @devol è stata aggiornata alla versione 2.0, qua tutti i dettagli dei miglioramenti effettuati:

:writefreely2: noblogo.org/mobilizon/mobilizo

ringraziamo @octo, @cescobarresi, @foss per l'aiuto!

Qui l'istanza mobilizon aggiornata.

:mobilizon: mobilizon.it

Anche se giustamente è un pò come parlare ad un muro visto che attualmente non ho dei follower reali, mi piacerebbe essere più presente su Mastodon con una serie di rubriche:
1. #Citazionisegrete
2. #PensieriSparsi
3. #PensieriLudici
Ogni rubrica sarà composta da un post su noblogo.org (che in teoria è collegato al fediverso) di @writefreely
Speriamo di riuscire a seguire con costanza e formare un piccolo gruppo per far crescere questa ed altre istanze.

Creare un blog: alternative a Blogger

Volete aprire un vostro sito dove esporre le vostre idee ma non sapete come fare? Ecco come creare un blog: alternative a Blogger!

LINK --> lealternative.net/2020/11/17/c

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